Weekend a Porto

Ciao,esordisco sul forum con il racconto sull’ ultimo posto dove sono stato ovvero Porto oppure Oporto che dir si voglia.Ho fatto un weekend con l’amico Geo sabato 13 e domenica 14 novembre di quest’anno.Voli Zia Easy Malpensa -Porto con partenza il 13 alle 8,20 con arrivo alle 9,55 ora locale(là c’è un’ora in meno di fuso) .La domenica partenza alle 10,25 e arrivo a Milano alle 13,40,il tutto per la modica cifra di euro 45 a cranio.Sabato mattina sveglia alle 4,45 e appuntamento sotto casa del geo alle 5,15 poi 130 km (tanta è la distanza che separa la nostra città Alessandria da Malpensa passando da Novara).Una volta lasciata la mia vecchia lancia Y 16valvole turbo intercooler 2500 cc (vabbè volevo dire 1200)in uno dei parcheggi remoti nei pressi di Somma Lombardo eccoci passare il controllo sicurezza intorno alle 7.Dopo la colazione di rito e una diligente attesa siamo decollati con una ventina di minuti di ritardo.Volo tranquillo,seconda colazione a bordo con brioches e the Starbucks, atterraggio perfetto in pista con appena 5 minuti di ritardo sull’orario.Viaggiando solo con il bagaglio a mano una volta scesi dall’aereo ci siamo subito diretti alla fermata della metro(la linea E,la viola con capolinea Estadio de Dragao)di fronte al terminal.Abbiamo acquistato i biglietti per arrivare in centro con l’aiuto di una graziosa assistente dell’azienda dei trasporti pubblici messa lì di fronte alla biglietteria automatica per aiutare la clientela.Il sistema è diverso da quello tradizionale di molte città,innanzitutto nessuna barriera o tornelli per l’accesso alle rotaie,il biglietto a banda magnetica lo acquisti una volta per la cifra di 50 centesimi e lo carichi con il credito che ti serve,per la vidimazione lo passi su un lettore che ti informa con effetti sonori e luminosi se il ticket(il titulo come dicono loro,e lì mi è venuto subito in mente Jose Mourihno).La tariffazione è divisa in zone secondo uno schema ad alveare,la prima zona è quella da dove parti,poi a seconda di dove devi andare carichi una o più zone.Ci sono biglietti per una o più corse,giornalieri e pluri giornalieri,abbonamenti,tessere per turisti e valgono per tutti i mezzi pubblici della rete.Ad esempio per andare dall’aeroporto al centro si comprano 4 zone,per girare in centro 2.La metro è stata costruita dall’inizio dell’ultimo decennio,è pulitissima e puntuale.Girano in continuazione all’interno dei vagoni comunicanti fra loro agenti di vigilanza,ognuno di loro fa due fermate e poi scende,contemporaneamente salgono altri agenti a rimpiazzarli.In neanche mezz’ora siamo arrivati alla stazione Trinidade,crocevia di tutte e cinque le linee.Percorrendo in direzione ovest le viuzze in salita del quartiere Cedofeita siamo così giunti al nostro hotel per una notte,il Best western Inca,prenotato su Booking alla cifra di euro 49,50 colazione inclusa.Siamo entrati alla reception intorno alle 11 e ci hanno dato subito la stanza.Dopo una ventina di minuti eravamo di nuovo in strada pronti ad iniziare l’esplorazione della città.Ci siamo diretti verso sud in direzione del fiume,dopo poche centinaia di metri ci siamo trovati nella piazza con i giardini Da Corboaria che sono adiacenti alla torre Dos Clerigos che putroppo era chiusa al pubblico,peccato perchè saremmo voluti salire per ammirare il panorama.Da lì siamo ancora scesi in direzione del fiume Douro percorrendo una via stretta che termina su una terrazza giardino da dove si ha una bella veduta panoramica sulla sponda opposta del Douro con le sue cantine.Inoltre dalla terrazza si può anche ammirare la zona vecchia della Riberia con la Cattedrale,il Ponte Louis I progettato da un discepolo di Gustave Eiffel (e si vede) e parte della già citata sponda opposta che è un quartiere chiamata Villa Nova de Gaia.Subito dopo sciamo scesi e abbiamo percorso altre stradine sempre in salita e discesa fino alla piazza della stazione ferroviaria principale Sao Bento.Da lì siamo risaliti fin sulla piazza della torre Dos Clerigos e abbiamo pranzato nell’inco ristorante aperto.L’aspetto di quella parte di città città è di decadenza,tanti vecchi palazzi scuri,scrostati e quelli colorati hanno le tinte ormai impallidite dal corso degli anni.Comunque tutto ciò ha un suo particolare fascino.In giro poi sembrava di essere in quella che poteva essere una delle nostre città diversi decenni fa per via dei tanti negozietti e botteghe artigiane che pullulano nella zona,nessun negozio di grande marche o botique,centri commerciali,niente Mc Donald’s!Tanti negozi di scarpe e abbigliamento e baretti con arredamento e luci mai rinnovati.Poco o niente come già detto di ristoranti e la maggior parte di quelli presenti chiusi.

Eccoci alla seconda parte del resoconto.Poco dopo le 12,30 pranzo in un ristorantino sopra ai giardini Corboaria.Siccome non capendo il significato delle varie portate scritte in portoghese ci siamo buttati alla cieca sul menù turistico a 17,50 euro comprendente zuppa,piattone di spezzatino con patate arrosto,cavolfiori bolliti a parte in buona quantità,dessert,acquona da 1,5 litri,1/4 di vino rosso,caffè.In Portogallo c’è l’usanza di servire ai tavoli piatti di antipasti senza averlo richiesto preventivamente,il tutto naturalmente è a pagameto come extra,ma già lo sapevamo.Dopo aver consumato il lauto pranzo rientro in hotel e dormita fino alle 16,45.Per esperienza quando ci si mette in movimento come noi alle prime ore del mattino è necessario riposarsi per non arrivare a sera conciati come zombi.Dopo la pennichella siamo usciti ombrello alla mano(praticamete ha sempre piovuto)e ci siamo diretti a piedi in Rua Santa Catarina che è la strada maestra dello shopping,lì lo scenario commerciale cominciava a rassomigliare a quello dello nostre città.Non ci siamo soffermati in zona ma abbiamo puntato verso la cattedrale che abbiamo visitato e che ci ha soddisfatto per i suoi interni e per la facciata.Subito dopo sempre sotto un’incessante pioggia ci siamo diretti verso il ponte Luis I (quello che sembra una torre Eiffel mozzata).Abbiamo percorso a piedi la parte superiore affiancando i binari della metro che ai lati non hanno barriere protettive per i pedoni.Una volta dall’altra parte siamo saliti sulle mura del vicino monastero da dove si ammira un ottimo panorama sulla sponda opposta della città.Poi tornando giù abbiamo percorso parte della strada che prosegue all’interno del quartiere ,ci siamo infilati giù nella stazione della ferrovia leggera e siamo usciti sotto alla strada percorsa prima,abbiamo camminato fino all’ingresso più basso del ponte dove c’è il passaggio delle auto.Una volta attraversato ci siamo ritrovati sul lungo fiume in una zona con alcuni bar,ristoranti e negozietti nel vicolo interno,il Cais de la Ribeira,da me ribattezzato i murazzi di Porto(chi è piemontese sopratutto torinese capirà).

Erano le 19 ed era ancora presto per fermarci a cena ai murazzi,dunque proseguimmo fino alla stazione sao Bento per entrarci a vedere gli azulejos ovvero le piastrelle decorate tipico prodotto artigianale portoghese.La città ne è piena e sono su facciate,muri e interni di palazzi e chiese.tanti azulejos assieme formano un immagine il più delle volte a carattere storico o religioso.Abbiamo continuato nel frattempo a notare la quasi totale mancanza di ristoranti,siamo così finito verso le 20 all’interno del centro commerciale Santa Catarina posto nell’omonima via.E’ una galleria commerciale molto bella con negozi sui primi due livelli e la zona ristorazione al terzo.Ci sono gelaterie e fast food che propongono pizza,panini,pasta e surgelati e udite udite il primo Mc donalds visto fino ad allora.Alla fine siamo capitati in un risto-pizzeria che faceva cucina italiana con i nomi delle portate sul menù scritti con un italiano storpiato.Dopo cena appena fuori da lì si è scatenato il diluvio universale,i nostri ombrelli nulla hanno potuto contro l’acquazzone e il vento nei 15 minuti di strada fino all’albergo dove abbiamo fatto la conta dei danni.Pantaloni,calze,scarpe,giacca marci e di ricambio solo un paio di calze e mutande.Meno male che la mia giacca ha stoicamente protetto ciò che c’era sotto e maglione e camicia sono rimasti asciutti.Siamo andati a dormire intorno a mezzanotte,comunque sia anche dormendo il pomeriggio la prima giornata ti sfinisce sempre.Il mattino successivo sveglia alle 6,45,ci vestiamo ancora con scarpe,pantaloni e giacche ancora un pò umidi e per le 7,30 scendiamo a far un’ottima colazione.Poi svolte le pratiche burocratiche ci avviamo alla stazione di Trinidade,aeroporto e volo di ritorno alle 10,25.Volo ok,spuntino a bordo,atterragio soft alle 13,30 e pranzo nell’autogrill di Mxp 2 con vista sulle piste e testa già al mio prossimo viaggio in solitaria a Bratislava il 27 e 28 Dicembre,ma questa sarà un’altra storia da raccontare.L’esperienza di Porto è stata positiva,ci tornerò però nel periodo estivo ma prima vorrei vedere Lisbona che scartai per il prezzo relativamente elevato del volo.

Diario di viaggio scritto da Ryancooper


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