City break a Brema

Premessa (chi vuole può anche evitare di leggerla…)

Mi ero impegnato a non scrivere nulla su questo viaggio, ma la voglia di condividere un’esperienza si è rivelata essere decisamente più forte della mia volontà e, per tale ragione, eccomi a privarmi di ore di sonno davanti a qualche deprimente partita del mondiale di calcio per raccontare, si spera in modo sufficientemente piacevole, l’avventura condivisa con due amici nelle giornate di sabato 19 giugno e domenica 20 giugno nella città di Brema.

Questo viaggio nasce da un evento particolare, ossia il risanamento del cancello di casa mia. Dopo un anno di pressanti richieste di aiuto (seguenti a 3 anni di richieste ancora più pressanti da parte di mia madre nei confronti miei e di mio fratello), riesco a convincere un amico (Amico 1) ad aiutarmi a rimettere in sesto il cancello di casa, considerato il fatto che le mie mani, oltre a pigiare i tasti di una tastiera, sono in grado di compiere ben pochi altri lavori manuali, che, comunque, poco hanno a che vedere con la carpenteria metallica.

Cosicché, un sabato di maggio, io ed Amico 1 ci troviamo di buon mattino e per tutta la giornata ci mettiamo a lavorare, o meglio, lui a lavorare, io a passare gli attrezzi ed i pezzi di ricambio, aprire le birre, tagliare il salame ed altri compiti del genere. Nell’arco della giornata, smontiamo, sverniciamo, tagliamo, riassettiamo e pitturiamo un cancello (ho usato il plurale perché anch’io facevo parte del gruppo di lavoro).

Al momento del pagamento, però, Amico 1, adducendo ad una promessa fatta a mia madre tempo prima, si rifiuta di ricevere qualsiasi pagamento. A me viene subito un’idea ed esclamo: “Amico 1, se non vuoi soldi, non c’è problema, ti pago in natura”.

Accortomi dei possibili fraintendimenti, e certo dell’incompatibilità sessuale tra me ed Amico 1, dopo pochi istanti preciso: “Per pagamento in natura intendo remunerarti attraverso l’acquisto di biglietti a/r per destinazioni più o meno remote fino a  quando non raggiungerò la somma che io intendo darti. E poi siccome non sono così bastardo da farti viaggiare da solo, ad ogni acquisto per te, ne aggiungerò uno anche per me, così andremo insieme!”. In pratica, sarebbe stato molto più conveniente comprare un cancello nuovo, magari in qualche lega speciale, ma questo è un problema che non ha senso porsi, soprattutto quando si amano più i viaggi delle cancellate.

Amico 1 inizialmente non è molto d’accordo, ma poi si rilassa e decide per accettare la proposta, facendomi impegnare a ricercare il numero più elevato possibile di mete, inseguendo l’obiettivo di spendere una somma molto bassa per i voli: che anche Amico 1 si stia convertendo ai principi dei viaggiatori low-cost?

Saputo dell’iniziativa, si unisce a noi anche Amico 2 che, per problemi di lavoro, non può seguire nulla a livello organizzativo, lasciandomi tutto l’onere, o meglio, l’onore, visto che da quando la mia schiena ha ridotto le possibilità di fare sport ed il motociclismo a livello turistico è divenuto sempre più sporadico (anche il caro benzina incide non poco), il mio hobby principale è diventato quello di organizzare viaggi che, nella migliore delle ipotesi, non farò mai…

I giorni prima del viaggio…

All’inizio di giugno, complice il quasi prosciugato monte ore delle ferie di Amico 2, mi trovo a dover individuare una meta low cost, raggiungibile, appagante e soddisfacente con partenza sabato 19 e ritorno domenica 20 giugno.

La scelta ricade su BREMA. La destinazione è una delle tante offerte da Ryanair e, in quei giorni, il prezzo del biglietto aereo era pari a 16 Euro a/r. L’andata è prevista sabato alle ore 9:00 da Bergamo, mentre il ritorno è programmato domenica alle ore 7:00.

Ovviamente, considerata la brevità del soggiorno, niente albergo, ma necessità di trovare un parcheggio ad un costo accessibile ed accettabile. A tal proposito, sfrutto una promozione on line proposta dalla struttura “Orio Big Park” (in Seriate, a circa 5-6 km dall’aeroporto di BG) che mi permette di pagare solo 3,04 Euro.

A causa della brevità del viaggio, mi metto anche alla ricerca di un deposito bagagli e di un’audioguida. Quest’ultima l’acquisto direttamente dal sito www.bremen-tourism.de al prezzo di 3,50 Euro, mentre per il deposito bagagli l’ufficio turistico (contattato via mail) mi indica di utilizzare quello della stazione ferroviaria, disponibile 24 ore su 24. Su tutto questo, però, avrò modo di ritornare in seguito.

Inoltre, dallo stesso sito, scarico alcune brochure che potrebbero essere utili per l’organizzazione di un viaggio più lungo, ma per nemmeno 24 ore di permanenza, il programma è quasi obbligato.

Ad incasinare la situazione, però, ci si mette il meteo, ed in particolare la completa discordanza tra i siti che sono tenuti sotto costante osservazione da me e da Amico 2. Praticamente, in funzione di quanto riportato, siamo giunti a scommettere su chi avrebbe fatto la scelta sbagliata: io in equipaggiamento invernale (giaccone antivento + stivali da trekking + cambio completo di abiti con scarpe di scorta), o lui in equipaggiamento primaverile (jeans, polo, giubbino ed “ombrellino da borsetta”).

Nel frattempo decidiamo anche le modalità di spostamento verso l’aeroporto: Amico 2 direttamente da Milano (dove lavora), io ed Amico 1, al contrario, direttamente da casa nostra, con annessa levataccia e circolazione su strade e autostrade (da CR a Seriate, 4,70 Euro di pedaggio) in ore dove normalmente non si trova molto traffico.

Così siamo pronti a partire.

Il viaggio…

Inizialmente io ed Amico 1 decidiamo di partire alle ore 6:00 di sabato 19 giugno. Purtroppo io ho la brillante idea di uscire il venerdì sera dove, al bar del paese, non si sa bene per quale ragione, sembra sia in corso una gara a chi mi tira la gufata più grossa… Risultato? Essendo particolarmente sensibile, ansioso ed apprensivo (ma anche spudoratamente superstizioso), inizio a tempestare di sms Amico 1, chiedendogli di partire almeno mezz’ora prima. Colto da pietà, Amico 1 acconsente, anche se, a dire il vero, non credo si trattasse di pietà (nel senso cristiano del termine).

Dopo aver passato una notte insonne ed essermi rimesso in sesto con un’abbondante colazione, mi accorgo che alle 5:30 precise Amico 1 parcheggia davanti a casa mia, dando inizio al viaggio vero e proprio.

La strada scorre veloce, il traffico è praticamente inesistente e con molta calma, qualche minuto dopo le 7:00 arriviamo al parcheggio prenotato. Sbrighiamo le pratiche amministrative ed aspettiamo la navetta gratuita che, in circa 15 minuti ci porta all’aeroporto, districandosi tra un traffico che mai mi sarei aspettato. Che sia successo qualcosa?

Dentro l’aeroporto, ci ricongiungiamo ad Amico 2 e scopriamo che c’è molta gente ad aver avuto la nostra stessa idea, ossia quella di partire sabato mattina. In pratica, complici un volo in partenza per Madrid ed uno per Londra, la fila al varco del metal detector è impressionante, forse ancora più di quelle a Fiumicino appena dopo l’11 settembre 2001. Ci mettiamo in fila ed arriviamo al gate, in mezzo ad una bolgia di persone che, forse per innato masochismo e/o per abnorme menefreghismo, si ostinano a non rispettare le regole che sottoscrivono viaggiando con Ryanair per quanto concerne il bagaglio a mano, creando ingorghi e rallentamenti a non finire.

Come facilmente intuibile, gran parte dei viaggiatori presenti si dirigono verso le uscite destinate all’imbarco per Londra e Madrid, mentre per Brema si raduna un gruppo composto da circa un centinaio di folli, di cui gran parte dai tratti somatici tipicamente nordici. Per quanto riguarda l’orario, anche partendo alle 6:00 saremmo arrivati senza ritardo, ma, in tutta verità, saremmo stati particolarmente “tirati” sui tempi… Qualche volta dare retta alle gufate porta a risultati positivi!!!

Il volo scorre tranquillo e con lo squillo delle festanti trombe della compagnia irlandese, scopriamo di essere arrivati a Brema in perfetto orario. Sbarco a piedi sotto un vento glaciale e con un po’ di pioggia. In pratica, sembra di essere ripiombati in pieno inverno.

Il terminal E dell’aeroporto di Brema (cioè quello destinato a Ryanair) è piuttosto scarno, anzi, sembra proprio una soluzione provvisoria e d’emergenza: nessun addobbo, pareti non piastrellate, solo pannelli divisori. Ma siccome non ci si dovrà passar la notte (o forse si!?!?!?), non si tratta di nulla di problematico. L’altra parte dell’aeroporto, seppur piccolina, appare perfettamente organizzata.

Al ben visibile ufficio turistico, acquistiamo i biglietti per il tram n. 6 (2,25 Euro solo andata) che ferma proprio davanti alle porte dell’aeroporto. In pochi minuti, precisamente 11, come recitato dal cartello informativo, scendiamo nella piazza della stazione ferroviaria. La prima cosa che mi colpisce, e che riguarderà poi tutta la città, è l’estrema pulizia: da noi le stazioni e le zone antistanti non sarebbero così nemmeno il giorno prima della visita del Presidente della Repubblica.

Ci mettiamo subito alla ricerca dei locali dove trascorrere la serata, scoprendo che sono proprio a poche centinaia di metri dalla stazione ferroviaria e, soprattutto, alla ricerca del posto dove lasciare i bagagli. E qui si crea il problema che ha fatto perdere la possibilità di andare a vedere lo stadio cittadino e/o, a seconda della clemenza meteorologica, di visitare uno dei parchi della città. Secondo le informazioni in mio possesso, l’accesso all’area bagagli sarebbe dovuto essere disponibile per 24 al giorno, mentre il cartello sulla porta riportava (e riporta tuttora, credo) la chiusura tra le 0:30 e le 5:00 del mattino. A fronte di questa situazione, più italiana che teutonica, andiamo a chiedere informazioni sia all’ufficio turistico della stazione, sia al centro informativo delle ferrovie stesse, nonché a qualche poliziotto che stazionava nei dintorni. Tutte le persone interrogate esprimono un’opinione diversa: chi conferma l’apertura continua, chi la chiusura notturna, chi sostiene l’esistenza di un soggetto da chiamare in caso di necessità, e così via. Più che in Germania, mi sembrava di essere in un ufficio pubblico in Italia o in linea con un call center di una compagnia telefonica, dove, come noto, sono presenti almeno una decina di diverse interpretazioni su come risolvere uno stesso problema.

Sinceramente, mi aspettavo un po’ più di efficienza, così, per non sapere né leggere né scrivere, decidiamo di tornare in aeroporto nel pomeriggio al fine di sfruttare il deposito bagagli posto nel parcheggio antistante l’aeroporto stesso: avremmo poi così scoperto che i posti sono veramente limitati e che saremmo stati veramente fortunati a trovare un armadietto libero.

A onor del vero occorre premettere che anche qualora avessimo atteso l’apertura del deposito della stazione ferroviaria alle 5:00, e preso il successivo tram per l’aeroporto alle 5:30, le possibilità di perdere il volo di ritorno sarebbero state veramente basse. Tuttavia, il nostro problema era di avere la possibilità di raggiungere l’aeroporto  anche in piena notte (l’aeroporto di Brema chiude dalle 23:30 alle 4:00), qualora non fossimo riusciti a combinare niente durante la serata.

In ogni caso, rimandiamo altri ripensamenti al pomeriggio, ed iniziamo il nostro percorso per Brema. Il centro città è veramente piccolo e raccolto. Pertanto, non esiste alcuna necessità di utilizzare i mezzi pubblici che, peraltro, non entrano nelle vie più caratteristiche, anche a causa della dimensioni veramente ridotte della carreggiata: le vie di Brema, soprattutto quelle più antiche, sono più simili a viuzze e vicoli che a strade vere e proprie.

Giunti in piazza, scopriamo che la CDU (uno dei più importanti movimenti politici tedeschi) ha organizzato una specie di festa / raccolta fondi. Dapprima ciò mi fa incavolare notevolmente, in quanto non sono in grado di fare nessuna foto decente senza avere stand o qualche bandiera nell’inquadratura, ma appena scoperto che la birra è in vendita a soli 2 Euro (1/2 litro) ed i wurstel (lunghi circa 30 cm) a solo 1 Euro, decido di finanziare un po’ il partito, sperando che qualora l’Italia dovesse avere gli stessi problemi patiti dalla Grecia, i tedeschi mantengano lo stesso comportamento, ossia prima storcano il naso, e poi aiutino i poveri fratelli italiani.

Birra e wurstel riducono un po’ il senso di fame, ma la pausa pranzo ormai incombe e, proprio dietro la piazza principale, ci fermiamo presso uno dei punti vendita della catena NordSea, cioè una specie di take away che propone solamente piatti a base di pesce. Prezzo in linea con le necessità di viaggiatori low-cost e cibo più che accettabile (a mio avviso molto meglio di McDonald’s, ma si tratta di gusti personali).

Amico 2, nel frattempo, ammette di aver sbagliato l’abbigliamento e dichiara che se nel pomeriggio le condizioni meteo non fossero migliorate in maniera significativa, si sarebbe buttato in un negozio ad acquistare qualcosa di pesante da indossare, perché il vento gli stava congelando le ossa.

Dopo pranzo inizia la scoperta della città, seguendo le indicazioni dell’audioguida che, a mio avviso, è sufficiente per avere una visione complessiva della città. Inoltre, voglio sottolineare che tutto il percorso proposto è segnalato a terra attraverso delle borchie inserite tra le lastre di porfido. Peccato che io ed i miei amici abbiamo capito il senso di tutto questo ferro impiantato a terra solamente a mezzanotte…

In 3-4 ore il centro della città si gira tutto, e senza particolare ansia. Da segnalare, oltre al centro, lo Schnoor (il sobborgo antico di Brema), lo splendido lungofiume, il quartiere riqualificato sulla sponda del Weser e gli innumerevoli chioschi nella strada che costeggia la passeggiata. Qui, se non fosse stato per la pioggia, credo avremmo trovato molta più gente rispetto ad uno sparuto gruppo di ragazzi in evidente stato di ebbrezza che cantavano assistendo ad un concerto unplugged proposto da un paio di cantanti . Tuttavia, la loro allegria è stata sufficiente per convincerci ad assistere ai due spettacoli (quello dei musicisti e quello degli spettatori) e bere un paio di birre. Quali birre? Rigorosamente Beck’s, altrimenti che saremmo venuti a fare a Brema?!?

Intanto il tempo non dà cenni di miglioramento: acqua e sole ad intervalli più o meno regolari, con vento costante e piuttosto freddo. Amico 2 decide di fare un po’ di shopping per non rischiare di tornare a Milano con una brutta influenza. Anche Amico 1 ed io decidiamo di fare lo stesso. Io, in particolare, acquisto la sciarpa del Werder Brema per mio fratello ed un oggetto cattura polvere per mia madre: ho speso più per questi due oggetti che per la cena! Ma, almeno, durante uno degli acquazzoni più forti, ero dentro al negozio a decidere quale fosse la sciarpa migliore…

E arriva, così, l’ora di tornare in aeroporto per lasciare il bagaglio negli armadietti del parcheggio antistante, certi del fatto che lo stesso sarebbe rimasto aperto 24 ore su 24. Accortici del numero esiguo di posti disponibili, rendiamo ancora grazie alla nostra buona stella per aver trovato un buco dove mettere la roba. Io colgo anche l’occasione per cambiarmi: non ne potevo più di stare con gli stivali da trekking!

Ritornando in centro città, ci accorgiamo che nel cielo compare uno splendido arcobaleno. Ritenendolo un segno del destino, decidiamo di festeggiarlo bevendoci una birra, ripercorrendo le strade del centro, e facendo un po’ di foto che, con il sole, sono sempre più belle. Ovviamente, e non sarebbe potuta mancare, facciamo la foto di rito con i Musicanti di Brema, tenendo ben salde le zampe anteriori dell’asino e/o accarezzando il muso dello stesso (l’avevo già scritto, sono superstizioso!).

Ridendo, scherzando, bevendo e patendo freddo, si fa l’ora di cena e, contrariamente al luogo comune che vede i tedeschi mangiare alle 6 del pomeriggio, nonostante siano ormai le 21, non troviamo un posto libero né in tutto il quartiere Shnoor (cioè quello più antico e caratteristico), né lungo la strada che costeggia il fiume Weser.

Decidiamo di rintanarci nella prima birreria in grado di soddisfare l’appetito di tre italiani e, per puro caso, troviamo posto in un locale chiamato Paulaner’s. Personalmente, considerata la destinazione, avrei preferito un locale dove poter onorare la Beck’s, cosicché finire nel locale dove servono la birra più famosa di Monaco mi sembrava quasi un’offesa, ma la fame era tale che qualsiasi senso di colpa e/o volontà di ricerca di altri locali, non sono durati che un battito di ciglia.

La cena, in perfetto stile teutonico, è consistita in una mega grigliata di carne (pollo, manzo, maiale) con un contorno un po’ puzzolente, ma decisamente gustoso, ed un litrozzo di birra. Spesa totale 22,50 Euro a testa. In Italia, almeno al Nord, per la stessa quantità di cibo avremmo speso comodamente almeno 30 Euro.

Sbirciando fuori dalla finestra, oltre alle piante, notiamo compagnie di ragazzi e ragazze alle prese con addii al celibato ed al nubilato, in perfetto stile nordeuropeo. Secondo i costumi locali, è d’uso che gli amici, oltre a vestire il/la futuro/a sposo/a in maniera simile ad un albero di Natale o ad una maschera carnevalesca, girino trainando un carrettino, dove, oltre agli scherzi per i malcapitati, le caramelle ed i dolciumi da vendere a turisti e gente locale, sono stivati litri di alcol. Bell’idea quella del carrettino, io, al massimo, ero arrivato al carrello del supermarket (ma questa è un’altra storia…).

Verso le 23:30 lasciamo il ristorante, ed in un paesaggio quasi desolato ripercorriamo le vie del centro, notando che, oltre a noi, solo pochi pazzi sono in giro… Fortunatamente, avvicinandoci alla stazione, il movimento aumenta e la movida di Brema prende vita.

Continuiamo il nostro percorso nella “Brema by night” sorseggiando birra e guardando allo scarso gusto che i tedeschi hanno nel vestirsi, soprattutto con riferimento alle scarpe. Non è stato per nulla raro vedere ragazze splendide e vestite in modo quasi impeccabile, portare delle scarpe che nemmeno la bisnonna di mia nonna si metterebbe per passare una serata da sola davanti al caminetto.

Inoltre, notiamo molta gente uscire dalla stazione: parlando con un barista, ci viene spiegato che molti giovani, nel w-e, utilizzano il treno per andare a divertirsi… Che bello! Da noi, purtroppo, chi non vive in una grande città non può permettersi di uscire senza auto, con tutti i rischi annessi e connessi!!! E poi, i treni, in Italia, di notte sembra non possano girare. A Brema, orari alla mano, c’è solo un “buco” tra le 2 e le 4.

Nella nostra passeggiata, oltre ai locali che si stanno riempiendo, notiamo che davanti alle discoteche ci sono un bel po’ di poliziotti in assetto antisommossa e che tutti gli avventori dei locali da ballo sono perquisiti. Forse temono che qualcuno entri con delle armi? O, più semplicemente, temono che la gente entri con alcolici acquistati fuori? Mah…

Io intanto continuo a bere, sfruttando le offerte dei negozianti di origine turca: una Beck’s da mezzo litro, 1,50 Euro, con l’ulteriore possibilità di pagare 6,50 Euro una confezione da 6 bottiglie. Questa è istigazione all’alcolismo! E siccome io credo che chi si estranea (o si astiene) dalla lotta è…., mi butto tra le offerte, invitando anche i miei amici a fare altrettanto.

Ora i ricordi si fanno un po’ più vaghi, forse a causa della stanchezza. Mi ricordo di essere entrato in una delle numerose discoteche attorno alla stazione, il cui nome però mi sfugge. Il biglietto di entrata costava solo 5 Euro. Almeno nella zona in cui abito, con tale cifra non si entra nemmeno nel parcheggio. Al bar del locale, quasi la stessa situazione: una birra a “soli” 3 Euro. Lo standard cui sono ormai assuefatto è compreso tra 5-6 Euro. Conclusione: i tedeschi possono andare a ballare e spendere molto meno rispetto a noi italiani! Inoltre, possono anche sfruttare i mezzi pubblici!!

Purtroppo, credo che il locale scelto fosse poco confacente per le necessità di 3 italiani di all’incirca 35 anni. Tanti ragazzi, tanta tecno, ma volume accettabile. Di conquiste, come avviene anche in Italia, nemmeno l’ombra, ma ho avuto la costante percezione che le persone fossero più sorridenti rispetto a ciò che è normale vedere nel nostro Paese. Che la rigidità e l’inflessibilità teutonica siano ormai reminescenze del passato?

Tra una birra, un ballo, un’altra birra e l’attesa di una tedesca labile di mente e attratta dal mio fascino simil-latino, tiriamo le 3:30 di mattina e decidiamo di avviarci verso la stazione, da dove prenderemo il tram per l’aeroporto.

Appena entrati, oltre alla discreta e costante presenza delle forze dell’ordine, notiamo, con una punta di rammarico, che il deposito bagagli è aperto… Nell’attesa dell’arrivo del bus, intavoliamo una “chiacchierata” (in realtà si è trattato di una conversazione ricca di suoni onomatopeici e di tante gesticolazioni, da una parte e dall’altra) con un paio di ubriachi sul tema di quanta birra occorra bere per vomitare e sull’impatto (e sulla ragionevolezza) delle sberle che, solitamente, gli amici ubriachi danno ai compagni messi peggio di loro durante le sbornie collettive.

Alle 4:30, puntualissimo, arriva il tram che, in pochi minuti, ci scarica all’aeroporto dove riprendiamo il bagaglio e, stando attenti a non svegliare i viaggiatori accampati sulle sedie e sul pavimento, ci dirigiamo al terminal dei voli Ryanair. Varchiamo subito il metal detector e prendiamo possesso di alcune sedie dove ci lasciamo andare stanchi e spossati dall’avventura che, purtroppo, volge al termine.

Io ed Amico 1, in attesa dell’imbarco, riusciamo anche a dormire, nonostante il casino dovuto alla quasi contemporanea partenza di un volo per Edimburgo e di un volo per Riga. Purtroppo Amico 2 cade nella trappola di un viaggiatore che, oltre ad impedirgli il riposo, gli si appiccica come una sanguisuga e, con ogni probabilità, gli racconta gran parte della sua vita. Lo so, io ed Amico 1 saremmo dovuti intervenire in aiuto del compagno di viaggio, ma il rischio di essere risucchiati nel vortice era troppo elevato… Ancora oggi confidiamo nella clemenza e nella comprensione di Amico 2 che, a mio avviso, forse ha anche provato piacere a scambiare ben più di quattro chiacchiere con un estraneo, considerato anche il fatto che nessuno dei suoi “amici” sarebbe stato in grado di fargli così tanta compagnia.

Attorno alle 6:45, con un po’ di ritardo, inizia l’imbarco, rigorosamente a piedi. Saliamo sull’aereo, stranamente quasi pieno, e prendiamo posto. Qui si fermano i miei ricordi. Mi sveglierò solamente durante la fase di atterraggio a Bergamo: non avendo dato alcun segno di vita, ritengo che durante il volo non sia accaduto nulla degno di nota.

Arrivati, salutiamo Amico 2 (ed anche il suo nuovo amico…) che torna verso Milano e, sotto una pioggia torrenziale ed un clima tipicamente nordico, aspettiamo, per qualche minuto, la navetta che, oltre a farci rendere conto che il w-e è finito, ci riporta al parcheggio.

Prendiamo l’auto e torniamo a casa decidendo di non entrare in autostrada, e di percorrere la strada statale, ascoltando i consigli del mio navigatore satellitare che, a dire il vero, si perde più di una volta, costringendomi a sostituirlo nella sua unica funzione. In tutta verità, non è stata una scelta molto azzeccata, in quanto il tempo impiegato è stato superiore rispetto a quanto si sarebbe impiegato scendendo lungo l’autostrada. Buono a sapersi per il prossimo viaggio!

Alle ore 11:15 di domenica mattina 20 giugno 2010 sono a casa, giusto in tempo per una doccia, il pranzo con mamma e fratello, un’indispensabile pennichella e la possibilità di guardare la splendida partita dell’Italia contro la Nuova Zelanda…

Conclusioni

Brema, in tutta verità, era stata scelta solamente per il prezzo del biglietto aereo. Comunque, mi ha lasciato un buon ricordo. Forse dal punto di vista culturale-architettonico non ha molto da dire, nel senso che nei dintorni (ad esempio, Amburgo o Lubecca) esistono realtà ancora più caratteristiche, ma, a mio modesto avviso, può rappresentare un’ottima destinazione per un “mordi e fuggi” come quello fatto dal sottoscritto e dai suoi amici, sempre che gli orari dei voli lo permettano e che esista la voglia di passare la notte in giro. Personalmente, se avessi dovuto soggiornare in albergo e se avessi avuto un po’ più di tempo disponibile, molto probabilmente sarei andato ad Amburgo (tra l’altro, c’è anche un bus che parte direttamente dall’aeroporto, in corrispondenza dell’arrivo dei voli Ryanair – www.bus2fly.de/it).

La città si gira comodamente a piedi, i prezzi sembrano essere accessibili (ad esclusione dei souvenir, però!), la presenza di polizia rende l’atmosfera rassicurante, pubs e ristoranti non mancano e la nightlife è gradevole se non si è alla ricerca di qualcosa di “esagerato” (non è né Ibiza, né Lloret de Mar, nè Amburgo, per intenderci, e neppure paragonabile a Barcellona o Madrid, ma, allo stesso tempo, non è nemmeno confrontabile con un paesino sperduto in mezzo alla campagna cremonese).

Diario di viaggio scritto da Matrix


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